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Storia di Maratea
Antica città Lucana di epoca greca Maratea si affaccia sul golfo di Policastro.
Diverse sono le interpretazioni sulla sua origine, le due più probabili vedono il primo segno di vita dell'antica città ai tempi dei greci, nell'VIII secolo a.C., quando i colonizzatori avrebbero fondato un nucleo abitato sulla cima dell'attuale monte di San Biagio. Altri sostengono invece che Maratea sia in realtà l'antica città di Blanda, importante centro cristiano con sede vescovile scomparso nell'VIII secolo d.C.. Quel che sembra più probabile è che gli abitanti della prima Maratea siano stati raggiunti da quelli di Blanda, formando così un solo nucleo.
Gli storici sono in disaccordo anche sull'origine del nome: alcuni sostengono che derivi da "Thea - maris", dea del mare, altri da "Mar-an-thà", Dio è venuto, altri ancora da "Marathus", terra dei finocchi.
Maratea pur subendo la dominazione dei Normanni, degli Angioini, degli Spagnoli, ha sempre mantenuto, per l'ottima posizione geografica, uno status fatto di numerosi privilegi.
Situata in un punto strategico, stretta tra il mare, controllato da un circuito di sette torri di cui alcune oggi ristrutturate e abitate, e la montagna, dai cui attacchi era ben difesa dal suo imponente castello, Maratea è sempre riuscita ad allontanare le incursioni dei pirati e, con il passare dei secoli, l'originale centro abitato posizionato sulle montagne si è poi spostato sul mare, dove sono nate tutte le attività: dalla pesca, alle imprese manifatturiere (seta, cotone, lino, cuoio) mentre sui declini continuava la produzione di buon vino, agrumi, olio, ortaggi.
Già nel 1700 Maratea si distingueva per l'inclinazione alla cultura dei suoi abitanti e per la diffusione dell'istruzione. Nel contempo diveniva un importante porto di scambi, da cui raggiungere agevolmente Salerno e Napoli. Con l'Unità d'Italia Maratea diventò un rinomato centro di formazione culturale, frequentato dai giovani delle città limitrofe.
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