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Sito Archeologico di Paestum, Campania
Paestum è un'antica città della Magna Grecia, i cui resti formano uno dei principali parchi archeologici d'Europa, riconosciuto, nel 1988, tra i patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
Particolarmente importanti sono i tre grandi templi, due di ordine dorico, e uno di ordine dorico e ionico, che costituiscono alcuni dei migliori esemplari di questi stili.
il Tempio di Hera: chiamato la "Basilica" (ca. 540 a.C.), era uno dei più grandi templi greci costruito in pietra. Il più antico dei tre, reca i segni della sua arcaicità in alcune peculiarità strutturali, ad esempio nella peristasi enneastila (di 9 colonne) sui lati brevi.
Il Tempio di Athena (ca. 500 a.C.): in precedenza noto come tempio di Cerere, è più piccolo, ma più equilibrato nelle forme.
Il Tempio di Poseidone: ma in realtà anche questo dedicato ad Hera, mostra le forme mature del tempio di Zeus di Olimpia.
l'Heraion alla foce del Sele, antico santuario extramurario dedicato alla dea Hera.
TEMPIO DI HERA
Un primo tempio di Hera (550 - 450 a.C.) si trova a Poseidonia (ribattezzata Paestum dai Romani).
Più noto come "Basilica", nome attribuitogli nel XVIII secolo per la quasi totale sparizione dei muri della cella, del frontone e della trabeazione, ma in particolare poiché, nello stesso periodo, si credeva che il tempio fosse una basilica, nel senso che il termine romano indica: un luogo adibito a sede di tribunale e, nel complesso, alle assemble che tenevano i cittadini.
Il tempio era dedicato ad Era, sposa di Zeus e principale divinità di Poseidonia.
È un tempio periptero ennastilo (cioè con nove colonne sui fronti), con diciotto colonne sui lati (24,35 m x 54 m), rispettando il senso di analoghia.
La cella ha ben conservato il pronao ed è dipartita da un colonnato centrale, in parte conservato e destinato a sostenere il culmine del tetto. Nella parte posteriore della cella c'è l'adyton, ambiente accessibile solo ai sacerdoti e a volte sede del tesoro del tempio.
La basilica ha la particolarità di avere un numero dispari di colonne sulla fronte della peristasi, perciò la visione della divinità attraverso l'interasse non era possibile, rendendo quindi la divinità stessa non in rapporto con il popolo.
All'interno della cella vi era una doppia ordine di colonne, quelle superiori più fine e corte per mantenere dei canoni di proporzione.
Singolare, tra tutte le architetture doriche, la decorazione del collarino del capitello dorico, con foglie baccellate e talvolta contornate sull'echino da una fascia di fiori di loto e di rosette. Queste decorazioni sono derivate da modelli mi cenei. Il coronamento del tempio era in terracotta dipinta con finte grondaie a testa di leone e terminava con antefisse a forma di palmetta. Tuttavia gli unici resti pervenuti fino a noi intatti sono le 50 colonne della peristàsi, mentre naos, fregio, cornice e frontoni si sono distrutti col tempo. Le colonne, alte 4,68 m, possiedono un'entasi assai evidente, mentre l'echino del capitello è molto schiacciato e l'abaco molto largo.
Fonte: Sito Ufficiale Hotel Villa Cheta Elite
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